Apollo del Belvedere

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Apollo del Belvedere

Apollo del Belvedere

La statua faceva parte della collezione che il Cardinale Giuliano della Rovere possedeva nel suo palazzo a Santi Apostoli. Divenuto papa con il nome di Giulio II (1503-1513), la scultura fu trasferita in Vaticano, dove è attestata almeno fin dal 1508. Il dio Apollo incede regale e sembra aver appena vibrato un colpo con il suo arco che, originariamente, doveva impugnare con la mano sinistra. L'opera, databile entro la metà del II secolo d.C., è oggi considerata la replica di un bronzo eseguito tra il 330 e il 320 a.C. da Leochares, uno degli artisti che lavorarono al Mausoleo di Alicarnasso.
Molto ammirata fin dalla sua collocazione nel Cortile delle Statue, deve la sua consacrazione alle ispirate pagine di Johann Joachim Winckelmann che la considerava una sublime espressione dell'arte greca, "il più alto ideale dell'arte tra le opere antiche che si sono conservate fino a noi".