Epitaffio di un littore

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Epitaffio di un littore
Epitaffio di un littore

Epitaffio di un littore

Del ventottenne libertus (schiavo liberato) di Traiano, Marcus Ulpius Phaedimus, morto a Selinunte di Cilicia (Gazipşa, Turchia) durante la guerra contro i Parti, il 12 agosto 117 (Nigro et Aproniano consulibus), pochi giorni dopo Traiano già divinizzato (singolare coincidenza di luogo e tempo, indagata dagli storici soprattutto riguardo al problema dell’ascesa al potere di Adriano), si ricordano gli incarichi come addetto alle bevande e all’organizzazione della mensa imperiale, principale accompagnatore (lictor proximus) dell’imperatore (supremo magistrato), direttore dell’archivio del registro dei benefici concessi dall’imperatore. Nell’anno 130 i suoi resti, ricevuto il necessario permesso dei pontefici romani e consumato il previsto sacrificio espiatorio (piaculum), furono traslati e sepolti a Roma a cura di Valens Phaedimianus suo colliberto (ma prima suo schiavo come indica il nome derivato da Phaedimus), addetto al guardaroba (a veste) di Adriano. Dell’epigrafe sono noti altri due esemplari.